Il Cipresso delle paludi

IL CIPRESSO DELLE PALUDI – Taxodium Disticum

Cipresso

Cipresso

Appartenente alla famiglia delle tassodiacee, anticamente molto diffusa, il cipresso delle paludi formava Ie antiche foreste preistoriche del Miocene che ospitavano i dinosauri e gli antichi rettili ormai estinti. E’ oggi diffusa allo stato naturale negli Stati Uniti sud-orientali. Si tratta di una conifera che in inverno perde le sue foglie. Viene chiamata cipresso delle paludi perché si adatta benisslmo a terreni che stagionalmente vengono inondati e permangono per molto tempo sott’acqua. Tutte le radici degli alberi necessitano di ossigeno per sopravvivere, così come le foglie. Questo albero per adattarsi a vivere in zone inondate, ha sviluppato uno strano modo per permettere alle proprie radici di respirare in caso di inondazione. Le sue radici, infatti, in prossimità dell’acqua sviluppano sporgenze nodose verso l’alto in modo da superare il livello massimo dell’acqua e garantire alle radici la respirazione. Queste escrescenze si chiamano pneumatofori. Il tronco di questi alberi possiede, sempre alla base, dei vistosi contrafforti che servono per un migliore ancoraggio dell’albero su terreni paludosi e molli. Anche i nostri esemplari, pur non essendo su aree paludose, sviluppano questi contrafforti alla base del tronco. E’ un albero molto longevo e vi è un esemplare in Florida che ha circa 3000 anni (anche se il record è detenuto da un esemplare di Pinus ristata in America Centrale che ha circa 11.000 anni). Laddove vive, nelle pianure del Golfo del Messico e nella valle del Missisipi, ha spesso le chiome ricoperte di un lichene (genere Tillantia) che viene commercializzato anche in Italia e viene erroneamente identificato come la pianta che “vive senza terra”.

 

Testi del Dott. Luigi Gallina dello Studio Archifor di Rivalta

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